Accanto

24 Luglio 2008 8 commenti

Stanotte mentre dormivi ero seduto su una tua sedia. Ti guardavo vivere. Hai chiuso gli occhi tristi per un po’ e nella penombra stancante della luce pallida della finestra, ti sei adagiata sui miei pensieri. Io non ho opposto resistenza. E mi hai disfatto. E disfatto stamani, tra le lenzuola, cercavo un tuo profumo, un tuo respiro, un tuo filo di capelli lasciato per me.

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E il mio maestro m’insegnò come è difficile trovare l’alba dentro all’inbrunire

21 Giugno 2008 1 commento

E’ tutto come prima. Tre tasti di pianoforte e le dita su un foglio di carta, nervosamente, nervosamente. Grandi sforzi e piccoli passi e tre note di Rosamunda. Un filo d’erba davanti a un lager e quattro stagioni per sotterrarsi sotto la neve. Erano dieci anni che non ci vedevamo e tutto ciò che puoi dirmi è che non è cambiato nulla. Negli occhi ho ancora il buio.
- un penny per i tuoi pensieri – ma ti ho dato solo un sorriso
- è tutto ciò che posso
e tu me ne hai dato uno ed è stato l’unico alito caldo, da quando ho aperto la porta, stamani.
- hai più visto gli altri?
- non ricordo neppure i loro nomi
Ci stenderemo al sole d’estate, come i panni battuti dalle massaie. Lo farò anche io stavolta, lo giuro. Ammireremo il mondo da un filo di gomma.

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La vida es un carnaval

6 Maggio 2008 2 commenti

Con il mento sulla mano e il gomito sul bancone. Che gran ridere.

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I Believe

16 Gennaio 2008 1 commento

Fuori piove. Scende acqua sul mio viso. Ricordo da quanto tempo non piango. Come se della pioggia mi stupissi ogni volta. Ed ora piango per questo e mi fermo proprio sotto un riparo, sotto il cielo stellato, sotto il diluvio che mi protegge dal resto. Mi chiedo se sono impazzito, ironicamente. Probabile. Sotto l’ombra dell’unico lampione spento in una schiera di lampioni accesi mi metto a ridere. Unico perchè davvero troppo imbecille a far quello che faccio. Unico perchè nessuno a gennaio e meno 4 nell’aria chiama ad alta voce il suo nome senza ragione. Unico e solo, prima che il mio sguardo, nella semioscurità incroci il tuo sorriso, nascosto fino ad allora nella penombra di un lampione spento.

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Fake plastic trees

22 Ottobre 2007 3 commenti

Siamo sacchi di plastica, immondizia, contenitori. Siamo bianchi e abbiamo scritte sul non inquinare. Siamo vuoti, paradossi. Siamo sacchi di plastica spazzati dal vento, foglie morte nella bufera.

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Adore

12 Ottobre 2007 3 commenti

Del milione di modi che abbiamo per combattere la solitudine, quello che io uso è sempre lo stesso. Sei tu. Un milione di voci al telefono si chiamano per dirsi quello che vogliono. Un milione di pacchi vuoti di sigarette sulla mia scrivania, si riciclano nel ruolo di posacenere.

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Waltz no.2

26 Settembre 2007 1 commento

Dopo essersi specchiato,

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In the forest of denial

23 Settembre 2007 2 commenti

C’è qualcosa da cambiare. Stasera ho urlato, ferito. Stasera mi hanno ferito. Le mani, quelle no, ma davvero eravamo a un passo. Com’era quella? "L’un contro l’altro armati", con le scariche di adrenalina lungo la schiena e il sangue che pulsa sulle tempie e quella sensazione alcalina sulla lingua, quella frase che scivola tra le dita e la rabbia che mi fa scattare in piedi:

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Blind Curve

26 Agosto 2007 2 commenti

:) …stasera sono di una tristezza tale che la metà basta a riempire quel bicchiere mezzo vuoto. Ascolto una canzone dei marillion pensando a chi è morto e mi ha lasciato, e sorrido di dolore. Perchè sorrida poi, uno, quando sente un formicolio al cuore nessuno lo sa. Non lo so neanche io, è che va tutto male. Come sempre? come sempre. Allora bevo dal bicchiere mezzo vuoto, sperando che ci cada una lacrima dentro, sperando che berla basti la metà di quello che serve per far capire ai morti di quanto ci dispiace e di quanto vorremmo brindare con loro. Invece stasera in quattro al tavolo, e tra loro io solo a morirci dentro, sempre col sorriso naturalmente. Perchè siamo tutti un po’ clown, non è vero? che cazzo dici? sforzati di pensarci. Oh, non rompetemi il cazzo solo perchè ho bevuto un po’ di più. Ah, vi prego, ascoltate i marillion. Fish è morto e nessuno godrà di alcun beneficio commerciale se ascoltate i marillion e così ci siamo tolti anche la morale di mezzo. Voglio solo spegnermi mentre bevo. E questa notte è troppo bella e per questo la odio, perchè la invidio.

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Paint it black

6 Agosto 2007 2 commenti

C’è la notte, ci sono cinque extracomunitari compagni di viaggio. Parliamo a gesti, finché questo non mi fa capire che sta parlando degli europei e poi di come si sgozzano i maiali. Io gli sorrido, ma non parliamo più. C’è la notte la fuori come un fluido. Roba da tener chiuse le finestre, mentre vomito nella mia camera d’albergo. Il fatto è che tu non ci sei ed io finisco sempre alla stessa finestra. Ci penso un po’ su, ma da qui vedo il fiume nero scorrere fino al mattino, dietro il mio riflesso, finché il mio collega non si sveglierà e mi chiederà cosa ci faccio li e se so che dobbiamo lavorare. Sei una stringa sul mio telefono muto. Mi perderò dentro te per l’eternità ma sarà meglio di questa notte malevola. A tratti mi spengo, tutto ciò che ho da fare non ha importanza, lo faccio e basta. Nel tempo restante mi dedico a te, se non succede nulla, se non frequento gente cattiva, se non mostro loro il mio sorriso, se non vomito l’ultima goccia d’alcol, se non ascolto chi mi sta intorno. Mi dedico a te, alla tua voce inesistente, persistente, nera e calda come l’aria dietro la mia finestra. E domani devo lavorare.

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