Uomo sbanda e finisce fuori strada. Vivo per miracolo.

22 Ottobre 2017 Commenti chiusi

Ho smesso di scrivere nel 2008. Quando una cosa cessa di esistere deve esserci stato qualche grande cataclisma e questo è il mio.
Nel 2008 ho deciso di andare a trovare mio padre che viveva molto lontano. Era stato un buon anno, pieno di sforzi ma anche di soddisfazioni, e volevo che piantassimo una pietra miliare, che parlassimo di chi sono io e di chi sei tu, e, volendo il caso, anche di metterci alle spalle i troppi segreti che segreti non erano ed anche le recriminazioni.
E poi bisognava sapere anche come pagare le 1.600 euro mensili di mutuo se gli fosse accaduto qualcosa, dato che il mutuo era intestato a me.
Invece la cosa è andata così: malattia grave, tracollo economico, dovere di prestare assistenza al padre. Devo essere stato bravo, dato che la cosa, dopo quasi un anno, sembrava mettersi bene.
Al mio ritorno a casa, però, nulla era più come prima. Quando per un anno ti assenti dalla tua vita le cose continuano a girare, anche se tu non ci sei.
Nel 2011 sono dovuto ritornare per dare una mano a risollevare il disastro che nel frattempo gli eventi avevano causato. Dopo pochi mesi mio padre è morto e le mie piccole spalle hanno dovuto affrontare tutto. Le cause passive e quelle attive, i debiti e i crediti. Un vero disastro.
Il giorno dopo la sua morte facevo il giro delle persone che avevano avuto rapporti con lui e le interrogavo in lacrime, per fare la conta degli amici e dei nemici. E’ ufficiale, gli amici esistono davvero.
Agli altri, invece, ho dovuto vendere l’anima per saltarne fuori. Ho capito che esiste una prostituzione che non ha nulla a che fare col sesso.
Ed anche altre forme di prostituzione… dopo 15 anni la mia vecchia compagna mi ha lasciato. Troppo difficile ha detto (NdA “sei una persona in gamba, ma sei stato sfortunato nella tua vita”). I miei familiari mi hanno detto di mollare tutto e di subire le conseguenze. Troppo difficile hanno detto. Gli “amici” sono andati via. Troppo difficile a quanto pare.
Molto bene. Ho camminato sugli scogli a piedi nudi e sono stato immobile in piedi nel vento, mentre la tempesta sferzava. E notti insonni passate a lavorare sulle carte e titoli da ottenere e rateizzazioni, e mosche su cataste di piatti sporchi, mentre il telefono continua a squillare ma non è mai qualcuno che ti da del tu.
Per tutto questo tempo la poesia ha bussato dietro la porta ma io le ho urlato di star zitta, come un marito ad una moglie quando in casa c’è brutta aria, perché i conti non tornano. E lei è stata zitta. Ed io l’amo ancora.
Oggi ho aperto il blog e mi sono letto. Quanta tenerezza mi sono fatto. C’era un ragazzo che scriveva e che sapeva già tristemente tutto, perché lo immaginava e perché 2+2 non fa mai 4.
Oggi non sono più un ragazzo. La tempesta è passata ed ora ho il volto bagnato, benché siano giorni che non piove. Ho qualche capello bianco, ma sono vivo.
Uomo sbanda e finisce fuori strada. Colpa della pioggia e della tempesta. Colpa mia e colpa degli altri. Colpa d’Alfredo.
Ma sono vivo. E questa è per me.

Dedicato – L. Bertè
Ai suonatori un po’ sballati
Ai balordi come me
A chi non sono mai piaciuta
A chi non ho incontrato
Chissà mai perchè
Ai balordi come me
A chi non sono mai piaciuta
A chi non ho incontrato
Chissà mai perchè
Ai dimenticati, ai playboy finiti
E anche per me
A chi si guarda nello specchio
E da tempo non si vede più
Ai dimenticati, ai playboy finiti
E anche per me
A chi si guarda nello specchio
E da tempo non si vede più
A chi non ha uno specchio
E comunque non per questo
Non ce la fa più
A chi ha lavorato
A chi non ha uno specchio
E comunque non per questo
Non ce la fa più
A chi ha lavorato
A chi è stato troppo solo e va sempre
Più giù
A chi ha cercato la maniera
A chi è stato troppo solo e va sempre
Più giù
A chi ha cercato la maniera
E non l’ha trovata mai
Alla faccia che ho stasera
Dedicato a chi ha paura e a chi sta
E non l’ha trovata mai
Alla faccia che ho stasera
Dedicato a chi ha paura e a chi sta
Nei guai
Dedicato ai cattivi
Che poi così cattivi non sono mai
Per chi ti vuole una volta sola
E poi non ti cerca più
Dedicato ai cattivi
Che poi così cattivi non sono mai
Per chi ti vuole una volta sola
E poi non ti cerca più
Dedicato a chi capisce quando il gioco
Finisce e non si butta giù
Ai miei pensieri, a come ero ieri
Dedicato a chi capisce quando il giocofinisce e non si butta giù
Ai miei pensieri, a come ero ieri
E anche per me
E questo schifo di canzone
Non può mica finire qui
E anche per me
E questo schifo di canzone
Non può mica finire qui
Manca giusto un’emozione
Dedicato all’amore lascia che sia così
Ai miei pensieri, a come ero ieri
Manca giusto un’emozione
Dedicato all’amore lascia che sia così
Ai miei pensieri, a come ero ieri
E anche per me
Ai miei pensieri, a come ero ieri
E anche per me
E anche per me
Ai miei pensieri, a come ero ieri
E anche per me

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Accanto

24 Luglio 2008 8 commenti

Stanotte mentre dormivi ero seduto su una tua sedia. Ti guardavo vivere. Hai chiuso gli occhi tristi per un po’ e nella penombra stancante della luce pallida della finestra, ti sei adagiata sui miei pensieri. Io non ho opposto resistenza. E mi hai disfatto. E disfatto stamani, tra le lenzuola, cercavo un tuo profumo, un tuo respiro, un tuo filo di capelli lasciato per me.

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E il mio maestro m’insegnò come è difficile trovare l’alba dentro all’inbrunire

21 Giugno 2008 1 commento

E’ tutto come prima. Tre tasti di pianoforte e le dita su un foglio di carta, nervosamente, nervosamente. Grandi sforzi e piccoli passi e tre note di Rosamunda. Un filo d’erba davanti a un lager e quattro stagioni per sotterrarsi sotto la neve. Erano dieci anni che non ci vedevamo e tutto ciò che puoi dirmi è che non è cambiato nulla. Negli occhi ho ancora il buio.
- un penny per i tuoi pensieri – ma ti ho dato solo un sorriso
- è tutto ciò che posso
e tu me ne hai dato uno ed è stato l’unico alito caldo, da quando ho aperto la porta, stamani.
- hai più visto gli altri?
- non ricordo neppure i loro nomi
Ci stenderemo al sole d’estate, come i panni battuti dalle massaie. Lo farò anche io stavolta, lo giuro. Ammireremo il mondo da un filo di gomma.

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La vida es un carnaval

6 Maggio 2008 2 commenti

Con il mento sulla mano e il gomito sul bancone. Che gran ridere.

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I Believe

16 Gennaio 2008 1 commento

Fuori piove. Scende acqua sul mio viso. Ricordo da quanto tempo non piango. Come se della pioggia mi stupissi ogni volta. Ed ora piango per questo e mi fermo proprio sotto un riparo, sotto il cielo stellato, sotto il diluvio che mi protegge dal resto. Mi chiedo se sono impazzito, ironicamente. Probabile. Sotto l’ombra dell’unico lampione spento in una schiera di lampioni accesi mi metto a ridere. Unico perchè davvero troppo imbecille a far quello che faccio. Unico perchè nessuno a gennaio e meno 4 nell’aria chiama ad alta voce il suo nome senza ragione. Unico e solo, prima che il mio sguardo, nella semioscurità incroci il tuo sorriso, nascosto fino ad allora nella penombra di un lampione spento.

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Fake plastic trees

22 Ottobre 2007 3 commenti

Siamo sacchi di plastica, immondizia, contenitori. Siamo bianchi e abbiamo scritte sul non inquinare. Siamo vuoti, paradossi. Siamo sacchi di plastica spazzati dal vento, foglie morte nella bufera.

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Adore

12 Ottobre 2007 3 commenti

Del milione di modi che abbiamo per combattere la solitudine, quello che io uso è sempre lo stesso. Sei tu. Un milione di voci al telefono si chiamano per dirsi quello che vogliono. Un milione di pacchi vuoti di sigarette sulla mia scrivania, si riciclano nel ruolo di posacenere.

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Waltz no.2

26 Settembre 2007 1 commento

Dopo essersi specchiato,

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In the forest of denial

23 Settembre 2007 2 commenti

C’è qualcosa da cambiare. Stasera ho urlato, ferito. Stasera mi hanno ferito. Le mani, quelle no, ma davvero eravamo a un passo. Com’era quella? "L’un contro l’altro armati", con le scariche di adrenalina lungo la schiena e il sangue che pulsa sulle tempie e quella sensazione alcalina sulla lingua, quella frase che scivola tra le dita e la rabbia che mi fa scattare in piedi:

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Blind Curve

26 Agosto 2007 2 commenti

:) …stasera sono di una tristezza tale che la metà basta a riempire quel bicchiere mezzo vuoto. Ascolto una canzone dei marillion pensando a chi è morto e mi ha lasciato, e sorrido di dolore. Perchè sorrida poi, uno, quando sente un formicolio al cuore nessuno lo sa. Non lo so neanche io, è che va tutto male. Come sempre? come sempre. Allora bevo dal bicchiere mezzo vuoto, sperando che ci cada una lacrima dentro, sperando che berla basti la metà di quello che serve per far capire ai morti di quanto ci dispiace e di quanto vorremmo brindare con loro. Invece stasera in quattro al tavolo, e tra loro io solo a morirci dentro, sempre col sorriso naturalmente. Perchè siamo tutti un po’ clown, non è vero? che cazzo dici? sforzati di pensarci. Oh, non rompetemi il cazzo solo perchè ho bevuto un po’ di più. Ah, vi prego, ascoltate i marillion. Fish è morto e nessuno godrà di alcun beneficio commerciale se ascoltate i marillion e così ci siamo tolti anche la morale di mezzo. Voglio solo spegnermi mentre bevo. E questa notte è troppo bella e per questo la odio, perchè la invidio.

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